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Sophie Bonetti

Restauratrice di terracotta

 

Nata a Parigi nel 1971

Sophie Bonetti, nata a Parigi nel 1971 e cresciuta a Firenze, si è laureata in Storia dell’Arte presso l’Università di Firenze nel 1997. Ha realizzato una tesi di ricerca sull’oreficeria italiana del ‘400 nelle collezioni del Metropolitan Museum of Art, dove si trovava dal 1996 a fare uno stage di restauro. In parallelo agli studi universitari si è infatti diplomata presso L’opificio delle Pietre Dure nel 1995. La formazione come restauratrice è avvenuta nel settore Ceramica e Terracotta , dove sono state fatte esperienze su ceramiche di scavo e non, su sculture in terracotta acroma o policroma, oppure smaltata (le opere Robbiane), ma anche su gessi, stucchi, cere, vetri. Si è poi perfezionata, privatamente, nel restauro della porcellana.
Le sue prime esperienze lavorative sono avvenute all’estero, negli Stati Uniti, dove ha lavorato, appena diplomata all’Opificio, nello Sherman Fairchild Center for Objects Conservationi del Metropolitan Museum of Art, New York, a più riprese, nel 1996, nel 1997 e nel 2000. Nel 1998-99 ha avuto una borsa di studio per lavorare al Decorative Arts and Scupltures Conservation Department   J.P.Getty Museum, Los Angeles.
Dal 1997 al 2003, nei mesi estivi, ha preso parte a scavi archeologici in Siria, in un sito del terzo millennio a.C., dove si trova, in area curda, viciono al confine con la Turchia, l’antica città di Urkesh, capitale del regno degli Urriti. La città è stata scoperta ed identificata come Ukesh nel 1991, da allora gli scavi sono proseguiti ogni anno, sotto la direzione degli archeologi Marilyn e Giorgio Buccellati (UCLA, Los Angeles). Il lavoro sul campo è iniziato il primo anno solo come restauratrice, per poi progressivamente allargarsi anche allo scavo vero e proprio dove ha condotto  esperienze sul campo in prima persona. Il lavoro di restauro era stato nel frattempo delegato a personale locale, formato nel corso degli anni, e ad altri restauratori, docenti e studenti dell’Opificio delle Pietre Dure, che si sono avvicendati nello scavo a partire dal 1999. La collaborazione con l’Opificio ha dato lo spunto per l’organizzazione di una tavola rotonda che presentasse al pubblico gli interventi di restauro realizzati sul sito; Sophie Bonetti ha curato gli atti della tavola rotonda, che si è tenuta all’Opificio il 23 Novembre del 1999, pubblicati  nel 2001.
Dal 2000, rientrata stabilmente a Firenze, collabora come restauratrice della collezione d’arte di Villa La Pietra ( Firenze), che è sede dal 1995 del campus universitario della New York University. Si occupa della manutenzione ordinaria e straordinaria dalle numerose sculture della collezione.
Dal 2001 ha collaborato con lo studio di restauro di Via dei Bastioni, che poi ha dato vita, nell’Ottobre 2005 all’Associazione Culturale I Bastioni.
Nel 2004 ha vissuto per alcuni mesi a Parigi dove ha lavorato come restauratrice presso un laboratorio privato di restauro di porcellane, perfezionandosi sul materiale.
Nel 2005 si è trasferita a Palermo, dove sta creando un laboratorio di restauro. Ha iniziato una collaborazione con l’Università di Palermo e con il Centro Regionale Progettazione e Restauro che dal 2003 hanno avviato un corso di “Restauro e Conservazione dei Beni Culturali”, per cui organizza seminari pratici per gli studenti del III anno sul restauro della ceramica.
 Nello stesso anno è stata inviata come consulente- specialista del restauro di oggetti archeologici, in Etiopia dalla Coop Hydea di Firenze. La consulenza, avvenuta in due periodi distinti, consisteva nel valutare lo stato di conservazione di alcune centinaia di oggetti di scavo della città di Axsum (importante sito del I millennio a.C.), oggetti che sono attualmente in un piccolo museo degli anni ’70 che deve essere abbattuto e ricostruito con tutti i moderni criteri della museologia moderna. Il progetto della creazione di un nuovo museo, ma anche della valorizzazione del parco archeologico e di tutto il tessuto urbano della città, è un progetto pilota  in cui sono coinvolti architetti, esperti di museum planning, e archeologi, co-finanziato dalla World Bank e dal Governo Etiope, a cui dovrebbero seguire altri progetti analoghi di valorizzazione turistica del paese.

 Sophie Bonetti vorrebbe continuare, accanto all’attività di restauro nel laboratorio di Palermo, e di Firenze, dove si reca regolarmente, ad occuparsi di restauro archeologico sul campo, e di progetti all’estero.