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Miriam Ricci

Restauratrice

Forse non è abbastanza evidente quanto viene svolto per la conservazione del patrimonio culturale in Italia. Accade che si presti più attenzione, come è giusto, al degrado dei beni che non all’opera salvaguardia promossa è svolta anche capillarmente dagli Istituti della tutela appartenenti sia alle Amministrazioni statali che a quelle locali. A quest’opera dobbiamo rendere in primo luogo grazie alle generazioni di restauratori che svolgono il loro servizio sempre animati da passione ed entusiasmo. Di fronte alla preoccupante scomparsa dei mestieri tradizionali: maestri muratori, scalpellini lapicidi, intagliatori, maestri d’ascia e di legnami, permangono ed anzi, un po’ ottimisticamente potremmo dire, stanno prolificando e si vengono affermando nuove generazioni di giovani restauratori. La più estesa sensibilità verso i valori della tradizione si esprime oggi proprio nel settore del restauro da parte di questi giovani che spesso non vantano solo un bagaglio di esperienze nel magistero tradizionale ma detengono un complesso di conoscenze storiche, umanistiche e scientifiche sempre più indispensabili nel settore.

 

E’ il caso della nostra carrarina Miriam Ricci uscita con successo dal Liceo Artistico statale di Carrara  all’inizio degli anni 90 è subito diplomatasi, seguendo la sua irrequieta indole artistica, alla prestigiosa Accademia di belle Arti di Carrara. Già dalla metà degli anni 90 Miriam ha svolto interventi di restauro per le Soprintendenze di Pisa ma anche per quelle di Roma e dell’Aquila, su sculture, bassorilievi, ornati decorativi lapidei, affreschi e dipinti. I luoghi di lavoro sono stati cattedrali, conventi,musei ed altri complessi di pregio. E’ ormai da qualche anno che Miriam dedica le sue attenzioni in special modo al patrimonio artistico fiorentino. Qui ha curato con amore le preziose pietre della medioevale Loggia della Signoria meglio conosciuta come Loggia dei Lanzi, per passare alle sobrie facciate vasariane degli Uffizi di Cosimo I dei Medici  e a quelle di uno dei più preziosi e belli edifici privati di Firenze: il quattrocentesco palazzo Gondi di Giuliano da Sangallo.  Attualmente e dedita alle cure del contenuto artistico degli Uffizi. Sono usciti dalle sue mani ripristinati nella loro morbidezza di linee le superfici di alcuni marmi antichi ,  sui quali permane la delicata patina, restaurati appositamente per i corridoi degli Uffizi, per la rinnovata sala della Niobe  per il Vestibolo d’ingresso alla galleria e per altri luoghi di eccellenza del museo come il Ricetto delle Iscrizioni. Ma non si tratta dicevamo, di sola esperienza e sensibilità tecnica ma anche e soprattutto di padronanza delle conoscenze tecnologiche e nell’uso dei materiali più idonei al restauro e della stessa materia costituente l’opera d’arte, come insegna appunto la migliore scuola del restauro fondata in Italia da Cesare Brandi e accolta in toto dalla scuola del restauro Fiorentino. Inoltre sempre grazie al lavoro di Miriam, una villa suburbana appartenuta ai Corsini nella campagna di Castello, fra Firenze e Prato rivede antichi splendori nelle pitture parietali che ornano le luminose sale sul giardino all’Italiana. Nello stesso periodo cura con altrettanta dedizione i rapporti umani e migliora la sua formazione anche grazie alla collaborazione aperta con l’Associazione Bastioni.

 

E’ un piccolo spaccato sulla nostra gioventù che dovrebbe rincuorarci.